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DDT (Documento di Trasporto): cos'è, quando serve e come compilarlo
Normative Dogane4 maggio 20267 min lettura

DDT (Documento di Trasporto): cos'è, quando serve e come compilarlo

TL;DR

Tre lettere che spaventano, ma in realtà sono il foglio più semplice della tua giornata da spedizioniere: il DDT. Se vendi merce con fattura differita, lo emetti tu prima di consegnarla al corriere. Se la fattura la fai subito, magari non ti serve neanche.

Tre lettere che spaventano, ma in realtà sono il foglio più semplice della tua giornata da spedizioniere: il DDT. Se vendi merce con fattura differita, lo emetti tu prima di consegnarla al corriere. Se la fattura la fai subito, magari non ti serve neanche. Vediamo quando è obbligatorio, come compilarlo senza errori e per quanto tempo va tenuto in archivio. Il DDT documento trasporto non è un mostro burocratico — è solo un foglio che dice "questa roba sta viaggiando, ecco da chi a chi".

Cos'è il DDT e a cosa serve?

Il DDT (Documento di Trasporto) è un documento fiscale che accompagna la merce durante il trasporto e identifica chi spedisce, chi riceve e cosa contiene il pacco. Serve a giustificare lo spostamento della merce prima dell'emissione della fattura (fattura differita) e a tracciare il passaggio di proprietà o consegna ai fini IVA.

In pratica: se un controllo della Guardia di Finanza ferma il furgone, il DDT è la prova che quella merce non è "in nero". Senza, sono guai.

Chi è obbligato a emettere il DDT

Il DDT è obbligatorio in alcuni casi specifici:

  • Vendite con fattura differita. Se consegni la merce oggi e fatturi entro il 15 del mese successivo (DPR 633/72, art. 21), il DDT è obbligatorio per giustificare il movimento.
  • Trasferimenti tra sedi della stessa azienda. Sposti merce dal magazzino di Milano a quello di Roma? Serve DDT (causale: trasferimento).
  • Conto visione, conto vendita, conto deposito, riparazione. Quando la merce viaggia ma non c'è ancora una vendita perfezionata.
  • Consegne a clienti privati senza fattura immediata. Se non emetti subito scontrino o fattura, il DDT copre il viaggio.

Quando NON serve:

  • Vendite con fattura immediata che accompagna la merce (la fattura stessa fa da DDT).
  • Privati che spediscono oggetti propri non in vendita (es. trasloco, regalo a un parente).
  • Vendite al dettaglio con scontrino fiscale (B2C in negozio).

In sostanza: se sei un'azienda che vende e fatturi dopo, DDT sì. Se sei un privato che spedisce un libro a tua sorella, no.

Come compilare il DDT passo passo

Compilare il DDT richiede attenzione ma non è complicato. Ecco la procedura, campo per campo.

1. Numerazione e data

  • Numero progressivo: ogni DDT ha un numero unico nell'anno solare (es. 2026/0001, 2026/0002...).
  • Data di emissione: il giorno in cui la merce parte. Mai post-datare.

2. Dati del mittente (cedente)

  • Ragione sociale o nome cognome
  • Indirizzo completo della sede operativa
  • Partita IVA e codice fiscale
  • Eventuale iscrizione REA

3. Dati del destinatario (cessionario)

  • Ragione sociale (o nome se privato)
  • Indirizzo di consegna (può essere diverso dalla sede legale)
  • Partita IVA o codice fiscale

4. Luogo di partenza e destinazione

Indica dove parte la merce e dove arriva. Se diversi dagli indirizzi sopra, specificali.

5. Causale del trasporto

Il campo che spiega *perché* la merce viaggia:

  • Vendita (caso più comune)
  • Trasferimento (tra sedi)
  • Conto visione
  • Conto deposito
  • Riparazione
  • Reso
  • Omaggio

Senza causale, il DDT è invalido.

6. Descrizione delle merci

Per ogni articolo:

  • Descrizione precisa (no "vari", no "merce")
  • Quantità
  • Unità di misura (pz, kg, m, scatole...)
  • Eventuale codice prodotto

Non serve indicare il prezzo, ma puoi farlo.

7. Aspetto esteriore dei beni

Indica come è imballata la merce: "scatole", "cartoni", "pallet", "casse". Serve a chi controlla per fare un riscontro veloce.

8. Numero colli e peso

  • Numero colli: quanti pacchi compongono la spedizione.
  • Peso lordo (con imballo) e peso netto (solo merce).

9. Vettore

Chi trasporta materialmente la merce: il corriere. Indica nome del vettore (es. BRT, GLS, DHL) ed eventuale targa del mezzo. Su [[brt-bartolini-guida-completa]] e [[gls-italia-guida-completa]] trovi i riferimenti dei principali corrieri italiani.

10. Firma

Firma del mittente. La firma del destinatario al momento della consegna è la prova che il pacco è arrivato.

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Esempio di DDT compilato

Ecco un mini-esempio per fissare le idee:

CampoValore
Numero2026/00045
Data04/05/2026
MittenteRossi SRL — Via Milano 12, Torino — P.IVA 01234567890
DestinatarioBianchi SAS — Via Roma 5, Bologna — P.IVA 09876543210
CausaleVendita
DescrizioneCuscini in lattice 60x40 — 20 pz
Imballo4 cartoni
Peso lordo18 kg
VettoreBRT — DDT consegnato al ritiro

Niente di trascendentale. È un foglio.

Errori comuni e come evitarli

Sui DDT si sbaglia sempre nelle stesse cose. Tienile a mente:

  1. Causale generica o assente. Scrivere "trasporto" non basta. Specifica vendita, conto visione, reso, ecc.
  2. Descrizione vaga. "Articoli vari" o "merce" non vanno bene. Devi essere specifico per quantità e tipologia.
  3. Numerazione duplicata o saltata. Tieni un registro ordinato. Se sbagli un numero, annulla quel DDT (non riusare il numero).
  4. Mancata indicazione del vettore. Se la merce non viaggia in proprio, il vettore va sempre indicato.
  5. Mancata corrispondenza con la fattura differita. Quando emetti la fattura riepilogativa, devi citare i numeri di DDT che la compongono. Se i dati non quadrano, in caso di controllo è un problema.
  6. Copia non firmata dal destinatario. Il DDT firmato in consegna è la tua prova in caso di contestazione. Tienila.

Conservazione del DDT: per quanto tempo?

Il DDT va conservato per 10 anni dalla data di emissione, secondo l'art. 2220 del Codice Civile (norme sulla conservazione delle scritture contabili).

Storicamente si parlava di 5 anni ai fini IVA, ma ai fini civilistici e di accertamento fiscale il termine è 10. Vale sia per il mittente che per il destinatario.

Conservazione digitale: dal 2014 il DDT può essere conservato in formato elettronico secondo il DM 17 giugno 2014 (firma digitale + marca temporale + processo di conservazione sostitutiva). Se usi un software gestionale, probabilmente lo fa già per te.

Cosa succede se sbagli o non lo fai

La sanzione varia in base alla gravità. Riassumendo:

  • DDT non emesso quando dovuto: sanzione amministrativa fino al 90% dell'imposta evasa, con minimo di 250 euro (D.Lgs. 471/97). Se l'IVA è poi pagata regolarmente in fattura, la sanzione è ridotta.
  • DDT con dati falsi o omessi: sanzioni più pesanti, fino al 240% dell'imposta evasa nei casi gravi.
  • Mancata conservazione: sanzione da 1.000 a 8.000 euro per ogni violazione contestata.

Tradotto: emetterlo correttamente costa zero, non emetterlo può costare tanto.

Riferimenti normativi

  • DPR 472/96 — disciplina specifica del DDT (sostituisce la vecchia bolla di accompagnamento).
  • DPR 633/72, art. 21 — fattura differita e collegamento con DDT.
  • Codice Civile, art. 2220 — obbligo di conservazione decennale.
  • D.Lgs. 471/97 — sanzioni in materia di documentazione fiscale.

Per spedizioni internazionali il DDT non basta da solo: servono altri documenti. Approfondisci su [[iva-spedizioni-internazionali]] e [[dichiarazione-doganale-come-compilarla]].

FAQ — Domande frequenti

Il DDT è obbligatorio anche per i privati?

No. Se sei un privato e spedisci un oggetto tuo (un regalo, un trasloco, un usato venduto a un altro privato senza partita IVA), il DDT non serve. Basta una descrizione del contenuto sulla lettera di vettura del corriere.

Posso fare il DDT a mano o serve un software?

Puoi farlo a mano con un blocchetto numerato (i bei vecchi tempi) o con un foglio Excel. Quello che conta è la numerazione progressiva, la presenza di tutti i campi obbligatori e la conservazione. Un gestionale rende tutto più veloce e riduce errori.

Quante copie del DDT servono?

Tradizionalmente quattro: una per il mittente, una per il destinatario, una per il vettore, una per l'eventuale archivio. Oggi spesso bastano tre (mittente, vettore, destinatario), e in formato digitale anche meno. Verifica con il tuo commercialista.

Posso emettere il DDT dopo che la merce è partita?

No. Il DDT deve essere emesso prima della consegna al vettore. Emetterlo dopo è un'irregolarità.

DDT e fattura accompagnatoria: che differenza c'è?

La fattura accompagnatoria è una fattura immediata che accompagna la merce: in questo caso non serve un DDT separato, perché la fattura stessa contiene tutti i dati richiesti. Il DDT serve solo quando la fattura è differita.

Cosa scrivo sul DDT se spedisco merce in conto vendita?

Causale: "Conto vendita". Indica che la merce passa al destinatario per essere venduta a terzi: la proprietà resta tua finché non viene effettivamente venduta. Quando il destinatario vende a un cliente finale, ti comunica la vendita e tu emetti la fattura.

Il vettore deve firmare il DDT?

Sì, idealmente al ritiro. La firma del vettore certifica che ha preso in carico la merce. Molti corrieri usano sistemi digitali (palmari, app) che sostituiscono la firma cartacea — vale comunque come riscontro.

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Domande frequenti

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