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IVA su spedizioni internazionali: chi paga, quanto e come
Normative Dogane4 maggio 20268 min lettura

IVA su spedizioni internazionali: chi paga, quanto e come

TL;DR

L'IVA è quel mostro che cambia faccia a seconda di dove sta il tuo cliente. Italia? Tutto come prima.

L'IVA è quel mostro che cambia faccia a seconda di dove sta il tuo cliente. Italia? Tutto come prima. Francia? Dipende se è azienda o privato. USA? Niente IVA italiana, ma occhio alle tasse locali. La buona notizia è che il sistema, una volta capita la logica, è meno complicato di quanto sembri. La cattiva è che sbagliare costa: sanzioni, doppia tassazione, vendite bloccate. Vediamo insieme come funziona l'IVA sulle spedizioni internazionali nel 2026, dalle regole UE B2B al regime IOSS per gli e-commerce, passando per le esportazioni extra-UE e il reverse charge.

Come funziona l'IVA sulle spedizioni internazionali?

La regola base: IVA italiana si applica alle spedizioni interne. Per le spedizioni UE dipende se il cliente è azienda (no IVA italiana, applica reverse charge) o privato (IVA italiana, ma con regime OSS sopra €10.000 di vendite a distanza). Per le extra-UE non si applica IVA italiana ma si paga l'IVA del paese di destinazione, spesso al corriere o tramite il regime IOSS per e-commerce sotto i €150.

In pratica: tre mondi diversi (Italia, UE, extra-UE), con regole specifiche per privati e aziende. Una volta capita la matrice, è quasi automatico.

Spedizioni in Italia: niente di nuovo

Spedire dentro l'Italia significa applicare l'IVA standard al 22% (o aliquota ridotta se applicabile: 10% per ristorazione e turismo, 4% per beni di prima necessità). Niente di particolare. Per privati cittadini si applica anche se vendi da privato a privato? No, solo se hai partita IVA.

Spedizioni intra-UE: B2B vs B2C

L'Unione Europea ha regole armonizzate ma diverse tra business e consumatore.

B2B intra-UE (azienda italiana → azienda UE)

Se vendi a un'azienda con partita IVA UE valida (verifica su VIES), la cessione è non imponibile IVA in Italia (art. 41 DL 331/93). L'IVA la paga il cliente nel suo paese tramite reverse charge (autoliquidazione).

Sulla fattura indichi:

  • Operazione non imponibile, articolo 41 DL 331/93
  • Partita IVA del cliente con prefisso paese (es. DE123456789)
  • Il dato VIES verificato

Il cliente: registra l'acquisto e applica l'IVA del suo paese in autoliquidazione.

B2C intra-UE (azienda italiana → privato UE)

Qui le cose si complicano: dipende dal volume.

  • Sotto €10.000/anno di vendite a distanza in UE (somma totale a tutti i paesi UE): applichi IVA italiana 22% sulle vendite e versi normalmente in Italia.
  • Sopra €10.000/anno: devi applicare l'IVA del paese del cliente (es. Francia 20%, Germania 19%, Spagna 21%). Per evitare di registrarti in ogni singolo paese, esiste l'OSS — One Stop Shop: registri una sola volta in Italia e versi tutta l'IVA UE da un'unica dichiarazione trimestrale.

L'OSS è una salvifica semplificazione introdotta dal 1° luglio 2021. Senza, dovresti aprire una posizione fiscale in ogni paese in cui vendi.

Spedizioni extra-UE: esportazioni

Per le spedizioni verso paesi extra-UE (Svizzera, UK, USA, Canada, Norvegia, Cina...) la regola è più semplice in apparenza: non si applica IVA italiana (art. 8 DPR 633/72). La cessione è "non imponibile" perché è un'esportazione.

Sulla fattura proforma indichi:

  • Operazione non imponibile, articolo 8 DPR 633/72
  • Riferimento alla dichiarazione doganale di esportazione (MRN)

L'IVA si paga al paese di destinazione, e la modalità varia:

  • DDP — Delivered Duty Paid: paghi tu IVA e dazi al corriere come servizio aggiuntivo.
  • DAP — Delivered At Place: li paga il destinatario al corriere prima della consegna.
  • IOSS (per e-commerce sotto €150 verso UE da extra-UE — ma per esportazioni extra-UE non si applica): regime semplificato, vedi sotto.

Per casi specifici vedi [[spedizioni-uk-post-brexit]] e [[dogana-svizzera-spedizioni]].

Regime IOSS per e-commerce: come funziona

L'IOSS — Import One Stop Shop è il regime UE introdotto dal 1° luglio 2021 per le importazioni di merci di valore intrinseco fino a €150 vendute online a privati UE da venditori extra-UE.

A chi serve

  • Sei un venditore italiano che vende su Amazon, eBay, Shopify a clienti extra-UE? L'IOSS NON ti serve direttamente (è per importazioni IN UE).
  • Sei un venditore extra-UE (es. cinese, americano) che vende a privati UE? L'IOSS è il tuo amico.
  • Sei un marketplace italiano che ospita venditori extra-UE? L'IOSS può essere obbligatorio per te.

Come funziona

  1. Il venditore (o il marketplace) si registra al regime IOSS in un solo paese UE.
  2. Applica l'IVA del paese del cliente già al checkout.
  3. Versa tutta l'IVA UE tramite una dichiarazione mensile unificata.
  4. Le merci con numero IOSS valido entrano in UE senza IVA in dogana (già pagata).

Vantaggio: il cliente non paga sorprese in dogana. La consegna è veloce. Migliore esperienza, meno resi.

Soglia €22: abolita nel 2021

Fino al 30 giugno 2021, le merci provenienti da extra-UE di valore sotto €22 erano esenti da IVA all'importazione. Dal 1° luglio 2021 questa franchigia è abolita. Ora paghi IVA dal primo euro.

Conseguenze pratiche:

  • I pacchi cinesi a basso costo (AliExpress, Wish, Temu) sotto €22 ora pagano IVA UE.
  • Spesso l'IVA è già inclusa al checkout grazie al regime IOSS.
  • Se il venditore non usa IOSS, l'IVA si paga in dogana al corriere.

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Reverse charge: come funziona in pratica

Il reverse charge (inversione contabile) è il meccanismo per cui chi acquista, non chi vende, è responsabile del pagamento dell'IVA.

Quando si applica

  • B2B intra-UE: standard (l'acquirente UE applica l'IVA del proprio paese in autoliquidazione).
  • Alcune categorie di servizi e cessioni interne (es. edilizia, rottami, oro da investimento).

Cosa significa per chi spedisce

Se vendi B2B intra-UE, fatturi senza IVA con la dicitura "Operazione non imponibile, articolo 41 DL 331/93. Reverse charge". Il cliente fa il resto. Tu non versi IVA su quella vendita in Italia.

Esenzione e franchigia: tabella riepilogativa

CasoIVA italianaIVA destinazioneNote
Italia → Italia22% (standard)IVA standard
Italia → UE B2B (con VIES)NoSì, reverse chargeArt. 41 DL 331/93
Italia → UE B2C, sotto €10k/anno22%Soglia OSS
Italia → UE B2C, sopra €10k/annoNoSì, OSSOSS in Italia
Italia → Extra-UENo (art. 8)Sì, in dogana o IOSS o DDPEsportazione
Privato → Privato regalo extra-UE sotto €45NoNo (franchigia regalo)Solo se gift autentico

Errori comuni e come evitarli

  1. Non verificare la P.IVA del cliente UE su VIES. Se non è valida, devi applicare IVA italiana al 22%.
  2. Confondere OSS e IOSS. OSS = vendite a distanza intra-UE B2C. IOSS = importazioni in UE da extra-UE sotto €150.
  3. Applicare IVA italiana a un'esportazione extra-UE. Errore tipico, si applica solo se il cliente accetta. In genere è un errore di fatturazione.
  4. Sforare la soglia OSS senza accorgersene. Se l'anno scorso hai venduto €11.000 in Germania a privati, dal primo euro 2026 devi applicare IVA tedesca o usare l'OSS.
  5. Non conservare la prova di esportazione. Per dimostrare che la merce è uscita dall'UE devi avere il documento doganale (MRN, EX-A). Senza, la non imponibilità può essere contestata.
  6. Sottovalutare l'IOSS. Per chi vende extra-UE in UE è quasi obbligatorio per restare competitivo.

Cosa succede se sbagli

  • Mancata applicazione IVA dovuta: sanzione dal 90% al 180% dell'imposta non versata + interessi (D.Lgs. 471/97).
  • Falsa dichiarazione di esportazione: sanzione fino al 200% dell'IVA evasa.
  • OSS non applicato sopra soglia: richieste di pagamento dai paesi UE con sanzioni locali.
  • Doppia tassazione: capita se applichi IVA italiana ed estera contemporaneamente. Si recupera con istanza di rimborso, ma serve tempo.

Riferimenti normativi

  • DPR 633/72 — disciplina IVA italiana.
  • DL 331/93 — operazioni intra-UE (art. 41 reverse charge B2B).
  • Direttiva UE 2006/112/CE — IVA UE armonizzata.
  • Direttiva UE 2017/2455 — riforma e-commerce, IOSS, OSS, abolizione franchigia €22.
  • Regolamento di esecuzione UE 282/2011 e successive modifiche.

Per la procedura completa di compilazione doganale, leggi [[dichiarazione-doganale-come-compilarla]]. Per il DDT (lato Italia), [[ddt-documento-trasporto]].

FAQ — Domande frequenti

Devo applicare l'IVA italiana se vendo a un'azienda francese?

No, se la sua partita IVA è valida su VIES. La fattura è senza IVA italiana, con la dicitura "Operazione non imponibile, art. 41 DL 331/93". L'azienda francese applica l'IVA francese in reverse charge.

E se la P.IVA del cliente UE non risulta su VIES?

Devi trattarlo come un privato e applicare IVA italiana al 22% (oppure IVA del paese del cliente se sei sopra soglia OSS). Senza VIES non c'è prova che sia un'azienda.

Cos'è la soglia €10.000 OSS?

È la soglia annua complessiva delle vendite B2C a distanza verso clienti UE (somma di tutti i paesi). Sotto, applichi IVA italiana. Sopra, devi applicare IVA del paese del cliente o registrarti all'OSS.

Conviene registrarsi all'OSS anche se non sono ancora sopra soglia?

Sì, se prevedi di crescere o se vuoi semplificare. Puoi optare per OSS volontariamente anche sotto soglia. Una volta dentro, applichi IVA estera su tutte le vendite B2C UE.

Se vendo extra-UE, devo emettere fattura?

Sì, ma è una fattura non imponibile (art. 8 DPR 633/72) per operazioni extra-UE. In pratica è quasi sempre una fattura proforma ai fini doganali, accompagnata dalla dichiarazione di esportazione.

Come dimostro che la merce è uscita dall'UE?

Con il documento doganale di esportazione (MRN — Movement Reference Number, EX-A) rilasciato dalla dogana italiana. Lo gestisce in genere il corriere. Conservalo: senza, la non imponibilità IVA può essere contestata.

Come funziona l'IVA per le spedizioni di campioni gratuiti?

I campioni di valore "modesto" e marcati come "no commercial value" possono essere esenti da IVA all'importazione in molti paesi. Cambia caso per caso. Sulla proforma indichi "Sample, no commercial value, value for customs purposes only EUR X".

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