
Spedizioni UK post-Brexit: dazi, IVA, EORI e documenti 2026
TL;DR
Spedire in UK nel 2026 non è più come spedire a Berlino. Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è ufficialmente fuori dall'Unione Europea, e questo significa una cosa sola: dogana, IVA britannica e qualche modulo in più. Buona notizia?
Spedire in UK nel 2026 non è più come spedire a Berlino. Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è ufficialmente fuori dall'Unione Europea, e questo significa una cosa sola: dogana, IVA britannica e qualche modulo in più. Buona notizia? Le regole sono ormai chiare e collaudate, e una volta capita la logica spedire in UK è perfettamente gestibile. Vediamo cosa cambia per privati e aziende, dalla fattura proforma all'EORI, dall'IVA al 20% ai dazi sopra £135, fino alle regole speciali per l'Irlanda del Nord.
Come funzionano le spedizioni UK post-Brexit?
Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è considerato extra-UE per le dogane. Significa che ogni spedizione richiede una dichiarazione doganale, una fattura proforma, l'indicazione del codice HS (codice prodotto) e — per le aziende — un codice EORI italiano (IT) e uno britannico (GB). L'IVA UK è del 20% e si applica al destinatario; sopra £135 di valore merce scattano anche i dazi doganali.
In sostanza: l'UK è ora come la Svizzera o gli USA. Cambia il documento, cambia la fiscalità, cambia il flusso. Ma è tutto fattibile.
Cosa è cambiato dal 1° gennaio 2021
Riassumiamo i punti chiave del nuovo regime UK:
- UK = extra-UE ai fini doganali e IVA.
- Dichiarazione doganale obbligatoria per ogni spedizione (CN22/CN23 per privati, fattura proforma per aziende).
- EORI britannico (GB) richiesto per le aziende.
- IVA UK 20% applicata sul valore merce + spedizione + (eventuali) dazi.
- Dazi doganali applicati su merci sopra £135 di valore.
- Codici HS obbligatori sulla proforma.
- Irlanda del Nord (NI) ha regole speciali: resta nel mercato unico UE per le merci.
Se prima spedire a Manchester era come spedire a Vienna, oggi è come spedire a Lugano. Si fa, ma con un foglio in più.
Documenti necessari per spedire in UK nel 2026
Ecco la checklist per non sbagliare nulla.
Per privati (B2C, regalo, vendita occasionale)
- Etichetta CN22 (per pacchi sotto i 2 kg e valore inferiore a circa €425) o CN23 (per pacchi più grandi/valore alto).
- Sull'etichetta: descrizione precisa del contenuto (no "regalo" generico), valore reale, codice HS quando richiesto.
- Documento d'identità del mittente (a volte richiesto in copia).
Per aziende (B2B, e-commerce)
- Fattura proforma in 3 copie, in inglese, con: dati mittente e destinatario, EORI italiano, EORI UK, descrizione merci, codici HS, valore unitario e totale, peso, motivo dell'esportazione (es. "Sale", "Sample", "Repair").
- EORI italiano (IT...) già attivo. Vedi [[codice-eori-come-ottenerlo]].
- EORI britannico (GB...) richiesto su gov.uk → HMRC, gratuito.
- Dichiarazione di esportazione (gestita in genere dal corriere).
- Eventuale dichiarazione di origine se vuoi sfruttare il TCA (Trade and Cooperation Agreement).
Per e-commerce sotto £135
Se vendi B2C online merci di valore inferiore a £135, hai due opzioni:
- Registrarsi VAT in UK e applicare l'IVA britannica al checkout (regime "Marketplace VAT" / VAT registration UK).
- Lasciare che l'IVA venga riscossa al destinatario dal corriere (più costi e attriti per il cliente).
Per chi vende molto in UK, registrarsi è quasi sempre la scelta giusta.
IVA UK e dazi: chi paga e quanto
L'IVA UK è del 20% (aliquota standard). Si applica su:
- Valore della merce
- + Costi di spedizione
- + (Eventuali) dazi doganali
I dazi doganali scattano sulla maggior parte delle merci sopra £135 di valore. L'aliquota dipende dal codice HS della merce (può andare da 0% per molti prodotti — grazie al TCA UE-UK — fino a oltre il 12% per alcune categorie).
TCA: l'accordo di libero scambio
Il Trade and Cooperation Agreement (TCA) firmato a fine 2020 azzera i dazi sulle merci di origine preferenziale UE (cioè prodotte sostanzialmente in UE). Per beneficiarne devi includere una dichiarazione di origine sulla proforma. Non vale per merci semplicemente spedite dall'UE ma di origine extra-UE (es. tessuti tessuti in Italia ma con materia prima asiatica può richiedere verifiche).
IVA al destinatario o pre-pagata?
Hai due opzioni gestionali:
- DDP (Delivered Duty Paid): paghi tu mittente IVA e dazi, il destinatario riceve il pacco senza pagare nulla. Migliore esperienza cliente, costo più alto per te.
- DAP (Delivered At Place): il destinatario paga IVA e dazi al corriere prima della consegna. Più economico per te, più attriti per il cliente.
Per e-commerce B2C in UK il consiglio è quasi sempre DDP o registrazione VAT UK.
Soglia VAT UK e regole IOSS
L'UK ha le sue regole sull'IVA:
- Sotto £135 di valore merce: l'IVA UK va riscossa al checkout dal venditore se sei VAT registered, altrimenti dal corriere al destinatario.
- Sopra £135: dogana e IVA gestite all'arrivo, con o senza DDP.
- VAT registration UK: un tempo c'era una soglia di £85.000 (ora aggiornata) per le aziende residenti UK. Per i venditori stranieri (incluse aziende italiane) la registrazione VAT UK è in pratica obbligatoria se vendi B2C sotto £135 in modo continuativo.
L'UK ha anche un suo regime simile all'IOSS UE per le vendite a distanza. Operativamente è separato dall'IOSS UE (che vale solo per le importazioni in territorio UE). Approfondisci la fiscalità su [[iva-spedizioni-internazionali]].
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Caso speciale: Irlanda del Nord
L'Irlanda del Nord (NI — codice postale BT) ha uno status doganale particolare:
- Per le merci rimane nel mercato unico UE.
- Per i servizi segue le regole UK.
Risultato: se spedisci una merce in NI, non passi per la dogana e non paghi dazi UK. È come spedire a Dublino. L'IVA UK 20% si applica comunque, ma niente moduli doganali per le merci (caso unico al mondo, frutto del Protocollo Irlanda del Nord).
Significato pratico: spedire a Belfast è più semplice di spedire a Londra.
Errori comuni e come evitarli
- Sottostimare il valore. Per evitare dazi qualcuno scrive "£10" su un pacco da £200. Se la dogana lo scopre, sequestro, multa e brutta figura. Mai sottostimare.
- Descrizione generica. "Regalo", "vestiti", "personal items" non bastano. Specifica: "Cotton t-shirt, men's, blue, size M".
- Dimenticare il codice HS. Senza, il pacco rimane fermo. Il codice HS si trova online (es. uktradeinfo.com).
- Non avere l'EORI GB. Se sei azienda e spedisci spesso, è obbligatorio.
- Confondere "regalo" e "commerciale". I gift hanno regole più leggere ma valore minimo (£39 per IVA, £135 per dazi). Vendite commerciali pagano sempre.
- Dichiarare merce di origine UE senza la dichiarazione preferenziale. Senza la frase magica sulla proforma non sfrutti il TCA e paghi dazi.
Cosa succede se sbagli
- Documenti incompleti: pacco trattenuto in dogana, contatto del corriere per chiarimenti, ritardo medio 3-7 giorni.
- Falsa dichiarazione di valore: confisca della merce + sanzione (fino al 100% del valore evaso) + possibile blocco del mittente per spedizioni future.
- EORI mancante (B2B): pacco fermo finché non lo fornisci, costi di stoccaggio.
- IVA non pagata: il destinatario paga in dogana o il pacco torna indietro.
Niente di tragico se rispetti le regole. Tutto evitabile.
Riferimenti normativi
- Trade and Cooperation Agreement UE-UK (firmato dicembre 2020, in vigore dal 1° gennaio 2021).
- HMRC Notice 143 — disciplina importazioni in UK.
- UK VAT Act 1994 — IVA britannica.
- Northern Ireland Protocol — disciplina speciale per la NI.
- Regolamento UE 952/2013 — Codice Doganale dell'Unione, applicato lato UE.
Per le procedure doganali generali, leggi [[dichiarazione-doganale-come-compilarla]].
FAQ — Domande frequenti
Quanto costa spedire in UK con un corriere espresso?
Dipende da peso, dimensioni e corriere. Per un pacco standard tra 1 e 5 kg parti da circa 12-15€ con i corrieri economici, fino a 30-40€ con DHL Express o UPS Express. Su Paccofly confronti 20+ corrieri in tempo reale.
Devo registrarmi VAT in UK se vendo solo qualche pezzo all'anno?
No, se le vendite sono occasionali e di piccolo importo. La registrazione diventa pratica per chi vende regolarmente B2C sotto £135. Sopra £135 l'IVA si paga comunque in dogana, quindi la registrazione VAT UK non è strettamente necessaria per gli importi alti.
Posso usare il regime IOSS UE per vendere in UK?
No. L'IOSS è solo per le importazioni nell'UE. Per UK serve il regime specifico britannico (VAT registration UK).
L'UK accetta ancora i pacchi senza fattura proforma?
Per privati con valore basso (<£39 in regime gift) sì, basta la CN22. Per aziende e spedizioni commerciali la fattura proforma è obbligatoria, sempre.
Spedire a Belfast (Irlanda del Nord) è come spedire a Londra?
No, è più semplice. La NI ha regole speciali: per le merci resta nel mercato unico UE, quindi niente dogana e niente dazi. L'IVA UK 20% si applica comunque, ma logisticamente è come spedire in Italia.
Cosa succede se il destinatario rifiuta di pagare IVA e dazi?
Il pacco viene rispedito al mittente (con costi di reso a tuo carico) o, in alcuni casi, distrutto se i costi di reso sono superiori al valore della merce. Per evitare il problema, comunica chiaramente al cliente quanto pagherà o usa la formula DDP.
Devo cambiare la fattura proforma se spedisco regali a parenti?
Per regali tra privati basta la CN22 con descrizione "personal gift" o "no commercial value". Sotto £39 di valore non c'è IVA. Sopra, il destinatario paga IVA UK al ritiro. La proforma non serve se non c'è una vendita.
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